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La mascherina dell’edicolante

Anticipo subito che sono in conflitto di interesse professionale, ma anche fortemente sentimentale. Ora che è scattata la fase2 dell’emergenza coronavirus non vorrei infatti venisse dimenticato il ruolo silenzioso, però preziosissimo, svolto dalle edicole. Quei pochi metri quadrati hanno e stanno fornendo ogni giorno la possibilità ai cittadini di creare un argine alle tempeste di informazioni che viaggiano nel web e che rischiano di travolgere la capacità di un’analisi calma e ragionata di fatti e numeri.

Se i social sono fantastici, proprio per la loro natura veicolano qualsiasi tipo di notizia da fonti spesso non verificabili. I giornali, pur con tutti i loro difetti, almeno ci mettono la firma che è poi la faccia della carta stampata.

Torno però alle edicole e agli edicolanti. Non scordiamo che nel picco della pandemia si trattava di persone le quali correvano un grosso rischio, soprattutto prima che venisse imposto l’obbligo delle mascherine, sia nella vendita sia recapitando a casa i giornali.

Così quel gesto magari un po’ antico e banale di acquistare il quotidiano o una rivista dovrebbe farci riflettere che, oltre a un buongiorno, anche un grazie sarebbe un bel gesto.