La famiglia hi-tech e l’app che non ti chiede i dati

“Dati, dati, dati! Non posso fare mattoni senza argilla!” recita una frase di  Sherlock Holmes. Certo, chissà cosa avrebbe detto il mitico investigatore, nato dalla penna di Arthur Conan Doyle,  scoprendo che oggi è prassi comune celare la raccolta di dati degli utenti di Internet dietro un pixel di tracciamento (vedi le recenti comunicazioni sulla privacy). Ma lo sappiamo, appunto le nostre tracce digitali lasciate volutamente o inconsapevolmente hanno un valore che scambiamo con accesso ai siti o alle app. Tutto regolare, ci mancherebbe, però anche un bel fastidio dover inserire queste o quelle informazioni. Così, partendo quasi per un gioco trasformato poi in esperimento concreto, un ingegnere elettronico da poco in pensione, Paolo Carnevale Bonino, con la figlia Cristina laureata in Design Industriale al Politecnico di Milano e la moglie Sandra esperta di siti web, riuniti non nel garage, ma nella casetta del giardino, hanno pensato a una serie di applicazioni che chiedono praticamente nulla in cambio.

“Tutto è partito quest’estate – spiega Carnevale Bonino – quando, in vacanza in montagna, un giorno non riuscivo a trovare un parcheggio libero. Così ho pensato: e se fosse possibile realizzare un’app condivisa dagli utenti per segnalare che lo stallo che si occupava era diventato libero? Quindi con Cristina e Sandra ci siamo messi al lavoro scoprendo incredibili banche dati pubbliche che ci hanno aperto un mondo. Dal parcheggio, al veterinario, alla colonnina di ricarica, alla fontanella di acqua potabile, ci siamo buttati a programmare grazie anche all’incredibile potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale. E’ nato così il sito www.qui-vicino.it con le app dedicate che crescono ogni giorno.”

Sono davvero semplici?

“L’obiettivo è stato quello di creare app appunto semplici e gratuite non solo per iPhone o Android, ma anche per computer con Windows o macOs e che funzionassero pure con Linux. Nessuna registrazione richiesta, un uso minimale della preziosa memoria e minima pubblicità. Si possono scaricare e usare immediatamente nel momento in cui ti servono. Basate su quell’enorme patrimonio poco sfruttato di dati pubblici e open disponibile su Internet, con dati verificati e aggiornati costantemente.”

Ottimo, ma la domanda cruciale è: gratuite, minima pubblicità. Avete deciso di essere una famiglia hi-tech no profit?

“Un momento, un momento: quando avremo abbastanza utenti proporremo una versione gratuita con una striscia pubblicitaria minima, mai con pop up che impallano lo schermo”.

p.s. Come ho saputo di questa avventura? Paolo è un mio carissimo amico, compagno del liceo. Quel giorno in auto in montagna, quando se ne è uscito con l’idea dell’app, c’ero anch’io. Gli ho detto: “Bella. Qualora dovessi mai realizzarla, dimmelo.” Beh, una volta tanto, una fonte che mantiene la promessa.