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La danza della virgola sullo scontrino fiscale

Come un Roberto Bolle che volteggia sul palco della Scala, in questo periodo di ferie anche le virgole sugli scontrini fiscali di alcuni locali sembrano danzare al ritmo del “tanto nessuno se ne accorge”. Così può capitare che il conto in rosticceria, dal fruttivendolo o al bar (non se ne abbiano a male gli altri non citati) una volta alla cassa, dove campeggia la scritta “no pos e carte di credito”,  passi da 18 euro a 1,8 euro: ovviamente per un banale errore di battitura.

Certo che se quando lo si fa notare, e si chiede lo scontrino con la cifra esatta, vogliono togliere l’1,8 euro già battuto, allora il cliente alza un po’ la voce (come ho visto giustamente fare) nel negozio affollato, ricordando che non è la prima volta che accade quella “svista”. Il risultato? Un effetto gelo che neanche il più tecnologico condizionatore potrebbe creare. 

Per poco però. Poi il caldo e la danza della virgola riprendono.