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Se credit score non fa rima con prestito e taeg

L’affidabilità è una grande dote, a maggior ragione in campo economico e finanziario. Prestereste dei soldi a una persona poco affidabile? Difficile, vero?
E invece a una dal comportamento creditizio ineccepibile, che magari può vantare rate del mutuo della casa, prestiti per l’auto e così via pagati senza aver mai sgarrato la scadenza di una rata? Certo.
Eppure sembra che in Italia il credit score, sintetizziamolo appunto nell’affidabilità creditizia di un individuo, venga utilizzato solo se il debitore si è comportato male, negandogli il prestito o chiedendogli maggiori garanzie.
Mentre per il virtuoso, all’opposto di quello che avviene ad esempio negli Stati Uniti, niente trattamento di favore come pratiche veloci e minori tassi di interesse applicati.
Basta infatti dare un’occhiata alle offerte di pagamenti a rate per verificarlo. Anzi, in alcuni casi anche quando le garanzie sono blindatissime come nella cessione del quinto di stipendio o della pensione, il taeg viaggia su livelli non certo allineati con questi anni di rendimenti zero del risparmio. Aspetti forse marginali, ma i consumi si rilanciano anche con politiche che cerchino di alzare lo sguardo verso strategie più moderne nei rapporti con i consumatori. “Onori finanziari esclusi”, ovviamente.